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Aprile 14, 2009, 10:40:00 am di Pierpaolo
IL DIARIO/ Una settimana dopo, da un ospedale di Roma una domanda: perché 200 scosse non hanno provocato reazioni?
"Io, medico ferito e sfollato dico: l'allarme alla città andava dato"
di MASSIMO GALLUCCI*
"Da gennaio, quasi settimanalmente si faceva sentire. Ma, un po' come
nel film X-men 2, il verme divoratore era sotto controllo. Così ci era
stato detto più e più volte dalla stampa e dalle televisioni locali. E
così parcheggio, senza particolari precauzioni, nel piazzale alberato a
100 metri da casa.
Casa: una palazzina cielo-terra di 3 piani e piccolo attico, di stesura
settecentesca, manipolata più volte in seguito, e da noi restaurata 12
anni fa. Per strada, davanti il mio ingresso, gli studenti che
alloggiano in affitto negli appartamenti di fronte in cemento armato.
Sono una decina, in strada. Una ragazza piange: "non ne posso più, ho
paura voglio andare via". Un ragazzo l'abbraccia protettivo. Stai
tranquilla. Sono scosse di assestamento. Ormai ci siamo abituati.
Così ci prepariamo, come ogni sera quasi tranquilli. A letto. Io, mia
moglie e mia figlia. Un letto d'epoca, veneziano, con una spalliera
piuttosto alta, che avrà un ruolo in questa storia. Stranamente
essenziale e per questo bellissimo. Lascio la luce dell'abat-jour
accesa.
All'una circa sono svegliato da un'altra scossa. O l'ho sognata? Resto
sveglio. Dopo un po' ne arriva un'altra.
Alle 3 e mezzo il letto salta, si muove. Non
c'è più luce elettrica, polvere dovunque, si fa fatica a respirare tra
la polvere e l'odore acre, inconfondibile del gas di città, e il ballo
continua, accelera, è forsennato, sale il rumore, quel borborigmo che
diventa un ululato rotto dagli allarmi delle auto e da grida, grida,
grida attorno. Virginia chiama. Mi butto su di lei per ripararla dalla
pioggia di calcinacci e urlo: "Non preoccuparti, è finito, è finito!"
Ripeto istericamente quella frase per 22 secondi.
E' finito! Grido finalmente per l'ultima volta e "ordino" a mia moglie
e mia figlia di seguirmi, di scappare via, subito. Scendo dal letto.
Macerie sul pavimento. Polvere e odore di gas. Urla da fuori. Non si
vede nulla. Cerco a tentoni la porta, ma non riconosco la camera da
letto: la stanza è cambiata. O almeno il letto è in un'altra posizione.
La trovo. Si apre. A tentoni raggiungo la rampa delle scale con la
sensazione di non trovare le pareti al posto giusto. La rampa non c'è:
è un cumulo di macerie.
A piedi nudi su quei sassi, poi sui vetri e i resti dei quadri dell'ingresso.
Voglio vedere se si apre la porta. Sembra di no, poi qualche spallata e
ci riesco e un po' di luce delle stelle penetra la nebbia e lenisce
l'angoscia. Grazie a Dio non siamo prigionieri. Corro di nuovo su.
Prendo Virginia e chiamo Lucilla. E approccio di nuovo la discesa. Ma
stavolta perdo l'equilibrio e cado di schiena, assieme a Virginia,
violentemente sul pavimento dell'ingresso. Un bel volo, forse di un
metro e mezzo - due? Per un paio di secondi ho fosfeni. "Virginia,
Lucilla, uscite! Uscite, sto bene!"
Intanto verifico che muovo le gambe e le mani.
Ho un dolore terribile nell'intero tratto lombare. Sicuramente mi sono
fratturato. Mi faccio forza ed esco quasi carponi, poi mi metto in
piedi e vedo l'orrore che mai avrei creduto o pensato. Il palazzo di
fronte: 5 piani di cemento armato accartocciati, stratificati come
carte da gioco. Non sarà più alto di 3-4 metri, ora. Non viene una voce
da lì dentro. Un silenzio feroce. Mani nei capelli, piango, Daniela
amica cara e i bimbi Davide e Matteo; Maria Pia e i figli e
quell'anomalo pitbull buono, l'avvocato Fioravanti e la moglie, così
dolci e pacati. Che gentiluomo, con la sua piccola collezione di auto
d'epoca e il sorriso nonostante la leucemia, e gli altri e gli
studenti, quelli che piangevano e si consolavano.Travi di cemento
armato di vari metri schiacciano i resti di quella casa. Senza una gru
è impossibile fare qualunque cosa. A piedi nudi, sui sassi della città
atterrati per terra, come tre zombi facciamo i 50 metri che ci separano
da via XX Settembre dove altri zombi seminudi si aggirano senza meta,
con gli occhi sbarrati, senza saper dire una parola, guardandosi
attorno e piangendo, alcuni.
Attraversiamo il parco alberato nel cui piazzale ho parcheggiato e
raggiungiamo la macchina. E' coperta di detriti e polvere, ma agibile.
Con lucidità sia io che Lucilla avevamo preso le chiavi della macchina
dal portaoggetti sul tavolo dell'ingresso fortunatamente in piedi. In
auto passiamo qualche ora, mentre la folla aumenta nel piazzale,
assieme al dolore lombare. Continuano le scosse.
Sento un ragazzo chiamare Maria, Mariaaaa da sopra le macerie:
"c'è mia sorella lì sotto, Mariaaaa!" Alcuni hanno piccole torce
elettriche e scavano con le mani. Il termometro della mia auto indica 3
gradi. Chiedo a mia figlia di avvolgermi una pezza da vetri attorno ai
piedi congelati.
Passano amici e volti noti. Non vedo traccia di isteria. Uno stupore
silenzioso e controllato. Tutti si chiedono tra le lacrime: ha bisogno
di qualcosa? Sapendo di aver poco o nulla da offrire. Aspettiamo, come
bombardati, le luci dell'alba. Per capire. Ma da capire c'è poco.
Mia moglie torna a casa. Entra per qualche secondo.
"Casa non c'è più. Abbiamo perso tutto. Sai a chi dobbiamo la vita? Alla spalliera del letto
che ci ha riparato dai massi della casa a fianco, accasciata come un
vecchio sulla nostra. I massi hanno forzato, curvato su di noi la
spalliera spingendo il letto contro l'altra parete. Senza di essa, ci
sarebbero venuti addosso, sulle teste". Deo gratias. Una serie di
coincidenze ci ha salvato la vita. Il resto non conta. Il resto si
rifarà. Sono indeciso ora. Andiamo in ospedale a L'Aquila, dove troverò
certamente il caos dei feriti ammassati, o direttamente fuori. Ma
chissà cosa ha combinato il terremoto da quelle parti? Chissà le
strade? Pensieri contorti che trovano soluzione presto: "Portami in
ospedale a L'Aquila. Sto per svenire dal dolore".
Sono quasi le otto. Passiamo per una circonvallazione fuori città
evitando scientemente il centro con l'auto, e ai nostri occhi si offre
anche qui lo scenario di guerra che immaginavamo. Arriviamo e troviamo
un'apocalisse ben oltre le previsioni: l'accesso al pronto soccorso
bloccato da un crollo e il magnifico costosissimo-ma-solido ospedale è
provato, inginocchiato, macilento. Dico a mia moglie di andare
direttamente nel mio reparto. Inutile intasare il Pronto Soccorso. E
qui trovo gente che dalle 4 del mattino lavora indefessa e già
sconvolta dai primi orrori. Riesco a essere studiato. Sento l'affetto
di chi mi sta intorno. Sono su una barella, finalmente, con un toradol
in vena, e il dolore si lenisce. Ho eseguito RM e TC mentre le scosse
continuavano impetuose ed impietose. Ho una diagnosi di frattura
vertebrale somatica di L2 e varie contusioni.
Non ho notizie di mia madre,
mio fratello, mia sorella, i nipoti: non ho potuto prendere il
cellulare, sepolto dentro casa. Quanto siamo stati viziati dalla
tecnologia! Col mio cellulare ho perso la rubrica telefonica e quindi
tutti i contatti col mondo.
In tarda mattinata l'ospedale è dichiarato inagibile ed evacuato. Mi
cerco un ricovero altrove con la difficoltà di non conoscere più i
numeri di telefono di nessuno e approdo in qualche ora al Policlinico
Umberto I a Roma.
E' già tempo di leccarsi le ferite e proporre rapide soluzioni.
E' vero. E' anche vero che se il dolore non deve alimentare né rendere
faziosa la rabbia, non deve neanche occultare le legittime domande del
caso. Non ho velleità polemiche, e la gratitudine a tutti coloro che si
sono adoperati per la mia città è infinita. Non posso, nel nome di quei
morti, tacere, però, in merito alla disorganizzazione preventiva e
all'informazione fuorviante.
Da quasi 4 mesi erano state registrate quasi 200 scosse con epicentro a L'Aquila e dintorni. Non
poteva essere un evento che rientra nei limiti del normale, come si è
sentito dire. Nelle ultime settimane erano incrementate di numero ed
intensità. Eppure le voci ufficiali erano rassicuranti. "Non creiamo
allarmismi".
Ma perché essere preoccupati di dare un allarme consapevole?
Noi medici siamo obbligati da anni al consenso informato. Quando io
intervengo su un aneurisma cerebrale sono COSTRETTO giustamente a dire
e quantificare il rischio percentuale di mortalità. E i Pazienti lo
accettano. Non fanno gesti inconsulti. Questo è il mio
principale rammarico. Nessuno ha offerto istruzioni calme,
rassicuranti, civili, informate. La mia piccola storia assieme alle
centinaia di storie di amici, mi ha insegnato che se avessi avuto una
torcia elettrica sul comodino non mi sarei fratturato la colonna
vertebrale, se avessi avuto un cellulare a portata di mano avrei
chiesto aiuto per me e per il palazzo accanto, se molti avessero
parcheggiato almeno un'auto fuori dal garage ora l'avrebbero a
disposizione, se in quell'auto avessero (e io avessi) messo una borsa
con una tuta, uno spazzolino da denti e una bottiglia d'acqua, si
sarebbero tollerati meglio i disagi. Se si fosse tenuta una bottiglia
d'acqua sul comodino, se si fosse evitato di chiudere a chiave i
portoni di casa, se si fosse detto di studiare una strategia di
fuga.... Pensate a chi è rimasto incarcerato per ore senza poter
comunicare con l'esterno perché aveva il cellulare in un'altra stanza,
o perché non trovava al buio le chiavi di casa, come le ragazze di un
palazzo a fianco a me già semi sventrato: 6 ore sotto un letto, con la
terra che continuava a tremare, perché la porta era chiusa a chiave,
senza una torcia elettrica e senza cellulare per chiedere aiuto!
E inoltre, se invece di una decina di vigili del fuoco in servizio
ci fosse stata una maggiore disponibilità di forze con mezzi già sul
posto, piuttosto che aspettarli da altrove, quegli eroi del quotidiano
che sono i nostri vigili del fuoco e i volontari della Protezione
Civile avrebbero potuto lavorare in condizioni migliori.
Piccole cose. A costo irrisorio.
Spero che i nostri figli possano fare affidamento su una società più civile".
* L'autore è professore e direttore Uoc di Neuroradiologia Università-Asl dell'Aquila
Tratto dalla mailing list abruzzese http://it.groups.yahoo.com/group/abruzzo/
(13 aprile 2009)
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Aprile 08, 2009, 01:39:24 pm di PierpaoloInformazioni e offerta di aiuti: Protezione Civile della Regione Abruzzo Numero verde 800861016 e 800860146
Attuali disponibilità alberghiere per sfollati
Numero verde per notizie sugli alloggiamenti degli sfollati Numero verde 800 324 171
Donazioni attraverso telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, sentito il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato il numero solidale 48580 per
raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo.Come già in
altre occasioni, ogni Sms inviato contribuirà con 1 euro, che sarà
interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il
soccorso e l'assistenza.
Donazioni da telefono fisso E'possibile donare 2 euro con chiamata da rete fissa di Telecom Italia, chiamando il numero: 48580.
Croce Rossa Italiana I versamenti possono
essere effettuati sul Conto corrente bancario n. 218020 n° 218020
presso: Banca Nazionale del Lavoro - Filiale di Roma Bissolati -
Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma intestato a Croce
Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Coordinate bancarie
(codice Iban): IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 - Causale: pro
terremoto Abruzzo; oppure sul Conto corrente postale n. 300004
intestato a: «Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma -
Codice Iban: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Pro Terremoto
Abruzzo; o ancora con versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.html
Caritas Per sostenere gli interventi in corso
(causale "Terremoto Abruzzese") si possono inviare offerte a Caritas
Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 o tramite UNICREDIT BANCA DI
ROMA S.P.A. IBAN IT38 K03002 05206 000401120727.
La Federazione delle Chiese protestanti in Italia invita
a inviare donazioni utilizzando il seguente conto corrente postale
specificando la causale "Terremoto Abruzzo": ccp n. 38016002 -
IBAN: IT 54 S 07601 03200 000038016002, intestato a: Federazione delle
chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma.
Poste italiane Poste Italiane ha messo a
disposizione un conto corrente, numero 10 40 0000, per la raccolta di
fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, su richiesta
della Regione Abruzzo. I sottoscrittori potranno versare i loro
contributi in tutti i 14mila uffici postali attraverso bollettino di
conto corrente postale o direttamente on line.
BANCHE Il Monte dei Paschi di Siena
ha avviato una raccolta fondi per aiutare le popolazioni dell'Abruzzo
colpite dal terremoto. Chiunque voglia contribuire alla raccolta di solidarietà
può effettuare un versamento sul conto corrente intestato
"pro-terremotati Abruzzo" - coordinate bancarie "COD. IBAN IT 33 E
01030 14200 000008620017" -, appositamente aperto da Banca Mps. Le donazioni sono esenti da qualsiasi spesa o commissione. E' possibile eseguire i versamenti anche attraverso il call center di Banca Mps, mediante bonifico o addebito su carta di credito, chiamando il numero verde 800414141.
UniCredit
ha aperto a sua volta un conto corrente per sostenere la popolazione.
Chiunque voglia contribuire e dare un aiuto e un sostegno alle
popolazioni e ai territori colpiti dal sisma potra', anche attraverso
internet, Bancomat o direttamente in agenzia, utilizzare il Conto
corrente intestato a "Solidarieta' terremoto Abruzzo", aperto presso UniCredit Banca di Roma Iban: IT 96 S 03002 05132 000414414414.
FEDERCASSE, APERTO 'CREDITO COOPERATIVO PER L'ABRUZZO' Il
sistema del Credito cooperativo italiano lancia un'iniziativa di
raccolta fondi denominata 'Il Credito cooperativo per l'Abruzzo'. Lo
comunica Federcasse (l'Associazione delle 440 banche di Credito
cooperativo e casse rurali italiane), spiegando che a questo fine e'
stato aperto un apposito conto corrente presso Iccrea Banca Spa
(l'Istituto Centrale del Credito Cooperativo) del quale si
forniscono le coordinate: Iccrea Banca Spa, Conto corrente n. 32000
(Codice Iban: IT 28 Q 08000 03200 000800032000) intestato a Federcasse;
causale "Il Credito Cooperativo per l'Abruzzo".
Enti locali Molti i Comuni e le Provincie che si
sono mssi in queste ore per promuovere la raccolta di offerte e
donazioni. Fra questi Comune e Provincia di Modena, che hanno indicato
un conto corrente della Protezione civile da utilizzare per le
donazioni: è intestato alla Provincia di Modena IT 52 M 02008 12930 000003398693. La causale è: 'azioni di solidarietà terremoto Abruzzo'.
CIA, SCATTA LA SOLIDARIETA'- APERTO UN CONTO Scatta
la solidarieta' della Cia-Confederazione italiana agricoltori a
sostegno delle popolazioni colpite dal tragico terremoto in Abruzzo. E'
stato aperto un conto corrente per la raccolta dei fondi che ha le
seguenti coordinate bancarie: Ugf Banca Ag.12 Via Saturnia 21 Roma Iban: IT 56 I 03127 03200 CC 0120005581 Bic: Baecit2b "La Cia per l'Abruzzo".
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Aprile 08, 2009, 01:38:59 pm di PierpaoloInformazioni e offerta di aiuti: Protezione Civile della Regione Abruzzo Numero verde 800861016 e 800860146 Attuali disponibilità alberghiere per sfollati:
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Giugno 17, 2008, 07:34:23 pm di PierpaoloPARTECIPA ANCHE TU AL PROJECT ART FESTIVAL! 8 giorni intrisi di arte, musica e spettacolo! L’AQUILA 2 giorni / 1 notte a € 40 (22-23 giugno 2008) La quota comprende: - 1 pernottamento in camera doppia presso Hotel La Posta – Poggio Picenze (AQ) oppure Porta Rivera Hostel (AQ) in trattamento BB - Tour dei misteri, trekking urbano del centro storico - Biglietto per il concerto di Syd Barret’s music – “Have you seen the roses” con Paolo Giordano, Jacqueline Perkins e la Silly Crime Orcherstra NB: Notte supplementare: € 25 pp. 3 giorni / 2 notti a € 77 (27- 29 giugno) La quota comprende: - 2 pernottamenti in camera doppia presso Hotel La Posta – Poggio Picenze (AQ) oppure Porta Rivera Hostel (AQ) in trattamento BB - Tour dei misteri , trekking urbano del centro storico - Biglietto per il concerto di Giovanni Lindo Ferretti “Reduce” (27 giugno) - Live reading della Compagnia Fantasma di Radio Rai 2 (28 giugno) - Concerto di “The Niro” (29 giugno) NB: Notte supplementare: € 25 pp. È possibile prenotare hotel di categoria superiore anche nel centro storico con supplementi a partire da € 15. Per info e prenotazioni rivolgersi a: Welcome Point Piazza Duomo L'Aquila tel. e fax. +39 0862 23021
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Giugno 03, 2008, 03:30:10 pm di Pierpaolo Pescara, 3 giu. - La soprano pescarese Carmela Remigio, giovane stella internazionale della lirica, si esibira’ giovedi’ sera (ore 21) al teatro Circus di Pescara portando in scena in prima assoluta l’opera musicale ‘Orizzonti sonori’. La composizione e’ di Davide Remigio e ripercorre le fasi piu’ importanti della storia di Pescara. A presentare l’appuntamento e’ stato oggi l’assessore comunale Paola Marchegiani che ha parlato della Remigio come dell’usignolo della citta’ ed ha sottolineato che l’appuntamento di giovedi’ e’ l’evento della stagione perche’ si tratta di una composizione particolare, un canto d’amore per Pescara. Solo chi ama questa citta’ - ha aggiunto - poteva pensare di rendere in musica la storia del capoluogo. La Marchegiani ha anche sottolineato che la Remigio ha cantato a Pescara solo due volte. Sul palco, insieme alla Remigio, Maria Egle Spotorno (recitante), Leone Magiera e Fabrizio Carradori (pianoforti), Paolo Di Nisio e Massimo Di Rocco (percussioni). Partecipando alla conferenza di presentazione la Remigio ha parlato dei suoi progetti di lavoro fuori Pescara e ha detto che una citta’ come Pescara deve aspirare e cercare di costruire un teatro per accogliere eventi e manifestazioni.
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Giugno 03, 2008, 03:22:40 pm di PierpaoloSi è svolto a Pescara dal 29 al 30 maggio un workshop tra imprenditori abruzzesi del settore dei materiali per l’edilizia ed operatori provenienti dagli Emirati Arabi. Gli incontri sono stati promossi dal Centro Estero Delle Camere Di Commercio D’Abruzzo in collaborazione con la Camera di Commercio di Pescara e con l’Ufficio ICE di Dubai, che ha selezionato le aziende emiratine invitate in Abruzzo.
Il settore dell’edilizia degli Emirati Arabi Uniti è in fortissima espansione. Si stima che il capitale investito nel paese in progetti, in corso di realizzazione o programmati per i prossimi anni, raggiunga la cifra di 300 miliardi di dollari USA. La maggior parte degli investimenti sono previsti a Dubai dove sono in calendario svariate iniziative di nuova edilizia residenziale, infrastrutturale, commerciale, turistica e sportiva dal valore complessivo di 70 miliardi di dollarii. E’ in fase di completamento la torre “Burj Dubai”, un grattacielo destinato a diventare il più alto edificio del pianeta (l’altezza definitiva rimane tuttora segreta, ma si vocifera che raggiungerà gli 800 metri).
Le esportazioni italiane di materiali ed attrezzature per l’edilizia negli Emirati sono aumentate in valore del 21% nel 2005, del 28% nel 2006 e, si stima, di oltre il 30% nel 2007. Nel corso dei colloqui one-to-one tra le 8 aziende abruzzesi e le 5 aziende emiratine partecipanti al workshop, sono state gettate le basi per una fruttuosa collaborazione commerciale che darà ai produttori locali l’opportunità di soddisfare la crescente domanda di prodotti italiani proveniente dagli Emirati.
Il primo giorno della iniziativa è stato dedicato agli incontri di affari che si sono svolti presso la Camera di Commercio. Nel secondo giorno i contatti stabiliti sono stati approfonditi nel corso di visite presso le aziende locali produttrici di porte, infissi e serramenti, materiali per l’arredo di interni, lavorazioni metalliche per l’edilizia, impermeabilizzanti, pareti mobili, articoli per l’illuminazione. La delegazione degli Emirati è stata ricevuta ufficialmente dal Presidente del Centro Estero, e della Camera di Commercio di Pescara, Ezio Ardizzi che ha auspicato che i rapporti stabiliti tra gli imprenditori partecipanti al workshop possano contribuire allo sviluppo delle relazioni commerciali tra l’Abruzzo e gli Emirati Arabi, obiettivo questo che si intende raggiungere anche con la realizzazione di altre iniziative promozionali già programmate quale, per esempio, la partecipazione nel febbraio 2009 alla fiera Gulf Food di Dubai.
http://www.etribuna.com/aas/index.php?option=com_content&task=view&id=12526&Itemid=80
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Giugno 03, 2008, 02:37:13 pm di Pierpaolo Pescara, 3 giu. - Da questa sera i senza tetto non potranno piu' utilizzare i container situati nei pressi della stazione ferroviaria di Pescara. Stamani sono stati tolti letti e materassi e sono state staccate tutte le utenze. La decisione di smantellare queste strutture pescaresi e' del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, trattandosi di container posizionati li' per garantire ai senza tetto una sistemazione dignitosa per l'inverno. Non e' stato ancora deciso, pero', se e dove delocalizzare i container. 'Nei prossimi giorni si spera di trovare una soluzione - ha dichiaro Don Marco Pagniello, direttore della Caritas di Pescara. Dal Comune di Pescara - ha aggiunto - c'e' stata un'apertura su questo problema'.
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Giugno 03, 2008, 02:34:51 pm di PierpaoloUn gruppo di pescatori pescaresi ha manifestato questa mattina contro il caro gasolio, a Pescara, nei pressi dell'asse attrezzato, prima di partire per Bruxelles dove e' previsto un vertice europeo su questo problema. Il corteo di oggi ha toccato, tra l'altro, la Prefettura e la Capitaneria di porto di Pescara, dalle 8 fino alle 9.30 circa. Si e' trattato, dice Francesco Scordella parlando per la marineria di Pescara, di una manifestazione pacifica, finalizzata a far capire quali sono le esigenze della categoria pescarese. La protesta - ha annunciato - proseguira' la prossima settimana, al rientro da Bruxelles. Questa mattina la manifestazione ha creato dei disagi nel centro di pescara e provincia.
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Maggio 22, 2008, 07:19:11 pm di Pierpaolo MobilitàTrasporto pubblico: approda in Provincia il piano di bacino
Il processo di riordino e riorganizzazione del trasporto pubblico, avviato dalla Regione Abruzzo in forza del decreto legislativo numero 422 del 1997 e della legge regionale numero 152 del 1998, vede la Regione, le quattro Province e le Comunità locali protagonisti del processo di ottimizzazione del nuovo sistema del trasporto pubblico locale. La Regione Abruzzo ha concluso la fase di redazione dei Piani di bacino di traffico provinciale di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo e insieme alle quattro Province ha avviato, grazie all’impegno dell’assessore provinciale Vincenzo Fidanza, la fase di confronto e concertazione, quale fase conclusiva del Piano regionale integrato dei trasporti regionali (Prit) e del Piano triennale dei servizi minimi (Pts). La prima presentazione del Piano di bacino della Provincia di Pescara si è tenuta nella sala dei marmi del Palazzo di Governo il 19 febbraio scorso ed ha visto la partecipazione di molti amministratori comunali e provinciali, dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali di tutela dei consumatori, ambientali, dei rappresentanti delle imprese industriali, artigianali, agricole e degli ordini professionali.
Nel corso dell’incontro, la Regione ha chiarito che:
a) il “Piano di bacino del trasporto pubblico locale della Provincia di Pescara” costituisce:
- proposta di dettaglio del Piano dei trasporti minimi regionale (PTS) contenuta nel Prit, che si compone: della individuazione di una struttura gerarchica della “rete regionale del trasporto”; dell’assetto delle reti dei servizi di competenza provinciale ;della elencazione dei servizi minimi individuati per ogni comune della Provincia; - programma di esercizio che servirà ad organizzare: la rete del servizio minimo utile a soddisfare le utenze provinciali; la base di gara per i bandi di gestione del Tpl.Che, seppure in permanenza di ogni forma di coinvolgimento, il compito della divulgazione dei Piani di bacino è stato affidato alle Province, anche al fine al di raggiungere l’intesa di cui all’articolo 14 della legge regionale numero 152 del 1998 e dell’espressione di parere di cui l’articolo 14/ter, comma 9, della legge 241 del 7 agosto 1990 , sia sul Piano triennale dei servizi minimi regionali (Pts) e sia sul “Piano di bacino del trasporto pubblico locale”; B) Che per l’area di interesse regionale, già indicata come area metropolitana e della “conurbazione Chieti-Pescara ”, in questi giorni, la Regione Abruzzo con la collaborazione delle Province e dei Comuni interessati, sta avviando la progettazione di un nuovo “Piano di esercizio dei servizi urbani e suburbani” anche al fine di evitare costose duplicazione di servizio;
C) Che, in parallelo, sulla base della riorganizzazione del trasporto pubblico, sta provvedendo alla realizzazione di un sistema tariffario integrato regionale intermodale, che superi il concetto del biglietto dell’area “UNICO”. Provvedimento anch’esso stabilito nel Piano del trasporto minimo regionale.
Pertanto l’assessorato alla Mobilità e trasporti della Provincia di Pescara, nel formulare l’invito a prendere visione dei materiali costituenti “il Piano di bacino del trasporto pubblico locale della Provincia di Pescara”, pubblicati sul sito istituzionale della Provincia di Pescara, comunica che prossimamente saranno avviati una serie di incontri, debitamente preannunciati, finalizzati all’avanzamento ed all’approvazione del Piano, con i rappresentanti dei portatori di interesse provinciali: Comuni; Comunità Montane; organizzazioni dei consumatori; ambientali; di categoria; sindacali; professionali.
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Maggio 22, 2008, 07:17:12 pm di Pierpaolo Incentivi ai Comuni per la raccolta differenziata nella Provincia di Pescara.Fondi ai centri tra i 5mila e i 20mila abitanti
Nove Comuni del Pescarese, con popolazione tra 5mila e 20mila abitanti, beneficeranno dei 120mila euro stanziati dalla giunta provinciale per incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti. Si tratta di Cepagatti, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Loreto Aprutino, Manoppello, Penne, Pianella, Popoli e Spoltore.
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Maggio 22, 2008, 07:11:00 pm di PierpaoloVIETATO NON TOCCARE
E' stata inaugurata lunedì 5 maggio, nei locali dell’ex Aurum a Pescara , la prima mostra riservata anche a persone con diverse abilità e non vedenti, dal titolo VIETATO NON TOCCARE, promossa e organizzata dall'assessorato alla Tutela sociale del cittadino, guidato da Mauro Di Zio, in collaborazione con l'Università di Siena e il Comune di Pescara. Un itinerario museale tattile olfattivo che tutti i visitatori percorrono al buio indossando una mascherina che li rende ciechi. Il tema proposto consiste in un programma modulare di preistoria strutturato in più ambienti e organizzato secondo diversi canali di comunicazione: informazione scientifica da parte di guide pescaresi specializzate, esplorazione tattile di reperti materiali, ambientazioni sonore ed olfattive. Il progetto ha carattere sperimentale e si configura come un laboratorio di idee e di soluzioni di una sperimentazione espositiva accessibile, finalizzata alla progettazione di musei e, più in generale, di servizi per il turismo in abruzzo attraverso modalità di informazioni plurisensoriali. All’entrata della mostra pescarese, i visitatori sono invitati a bendarsi, poi in piccoli gruppi di due o tre persone si affidano ad una guida. Comincia così il percorso al buio: si esplora con il tatto, si percepisce con l’olfatto e con l’udito, sempre accompagnati da una guida che ha il compito di prendersi in carico persone che improvvisamente risultano essere “non vedenti”. La mostra, il cui ingresso è gratuito, potrà essere visitata dal 5 al 31 maggio, tutti i giorni. Il venerdì, il sabato e la domenica, resterà aperta per l’intera giornata. Poiché si tratta di percorsi guidati, si consiglia di prenotare la visita ai n. di tel. 085 3724264 (orario uffici) e 085 4549508 (ex Aurum Pescara).
Un cantiere aperto e sempre in movimento, in una parole Formazione. Il percorso museale tattile olfattivo pescarese Vietato non Toccare, è un laboratorio finalizzato all’esemplificazione delle buone prassi da adottare nella progettazione degli ambienti dedicati all’arte e alla cultura in Abruzzo. Il progetto di Vietato non Toccare si pone come obiettivo l’abbattimento sia delle barriere architettoniche, modulando spazi totalmente accessibili; sia alle barriere sensoriali, causa di alterazione della percezione visiva, sia inoltre, delle barriere di tipo emotivo, che fanno percepire gli ambienti insicuri, pericolosi e faticosi. Vietato non Toccare è un modo di pensare alla progettazione in maniera innovativa, completamente universale, che ha come modello di riferimento non una particolare tipologia di utenza ma L’UOMO e tutte le trasformazioni che durante l’arco della vita si trova ad affrontare. All’entrata della mostra, i visitatori sono invitati a bendarsi, poi in piccoli gruppi di due o tre persone si affidano ad una guida. Il termine affidare non è eccessivo, perché trovarsi improvvisamente privi della vista ed entrare in un ambiente sconosciuto comporta un forte carico emotivo, che viene superato grazie alla preparazione delle guide. Comincia così il percorso al buio: si esplora con il tatto, si percepisce con l’olfatto e con l’udito, si usano quindi quei sensi che crediamo normalmente di utilizzare, ma subito ci si accorge di quanto in realtà essi siano gregari alla vista. La prima reazione è quella di ripercorrere le strade della memoria per cercare di capire, ma non tutto ciò che stiamo vedendo con le mani è a noi conosciuto, e allora finalmente iniziamo ad utilizzare questi nostri sensi sempre posseduti e così poco usati.
L’archeologia preistorica in Vietato non Toccare
L’archeologia preistorica, ovvero l’ambito scientifico, all’interno del quale si è mosso il percorso museale di Vietato non Toccare, si è dovuta confrontare sia con la necessità di rendere fruibili ed accessibili le problematiche ad essa connesse, sia con la volontà di dare un’immagine esaustiva ed efficace di quelli che sono i suoi diversi ambiti di ricerca, sperimentando percorsi e soluzioni del tutto nuove per gli stessi addetti ai lavori. La prima problematica affrontata è stata quella relativa alla scelta degli oggetti da esplorare, naturalmente in copia, fatti da sperimentatori che avendo come modello i pezzi originali si sono preoccupati di riprodurli utilizzando quando possibile, gli stessi materiali e soprattutto le stesse tecniche usate dagli uomini nelle diverse fasi della preistoria. L’intento che muove Vietato non Toccare è quello di evitare una fruizione dedicata dell’arte e della cultura ad singolo evento promovendo invece una nuova cultura di un arte accessibile a tutte e a tutti in qualsiasi momento. Deve essere accompagnata da una campagna di comunicazione accessibile quindi semplice, diretta e plurisensoriale. Anche la scelta di “Vietato non Toccare” assume caratteri di rottura della tradizione: il suo claim si basa su un interferenza cognitiva che ribalta un aspetto tipico della fruizione dell’arte “si prega di non toccare”.
A Pescara. Vietato non toccare!
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