Febbraio 16, 2006, 11:29:00 pm di
daimmo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, in seguito a discussione, si è deciso di usare nella nomenclatura delle pagine il termine lingua per le lingue riconosciute come tali nella codifica ISO 639 alpha-2 (ISO 639-1) o alpha-3 (ISO 639-2). Per gli altri idiomi, viene usato il termine dialetto. (elenco ufficiale)
La caratteristica fondamentale del dialetto abruzzese è la presenza della e muta, l'e finale atona che fa terminare molti vocaboli con un suono indistinto, smorzato ma che non arriva mai alla soppressione totale della vocale (bbéne, mèrle, muntagne, cumpagne, calde, fredde). Può essere soppressa nella scrittura solo se preceduta da una i accentata (allegrìe -> allegri', Ddìe -> Diì', vìe -> vì'). L'alfabeto abruzzese comprende anche altre due la lettere:
- la j (i lunga) che sostituisce l'italiano gl (pajare, bbersajere) e raddoppia se preceduta da vocale tonica (la paglia -> la pajje);
- la ç (c con la cediglia) nelle parole che hanno un suono strisciante simile a sci e sce, ma più smorzato. Per una maggiore chiarezza è significativo questo esempio: caçe (cacio) e casce (cassa).
Infine sono da tener presenti alcune regole di pronuncia:
- La p, preceduta da m, si pronucia b, per esempio lu campe si legge lu cambe;
- s e t, preceduti da n, si leggono rispettivamente z e d (la cunsèrve -> la cunzèrve, lu vènte -> lu vènde);
- c, preceduto da n, diventa g ( 'ncòlle [addosso] -> 'ngòlle, 'n cape [sul capo] -> 'n gape)
- s davanti a t e d, nell'Abruzzese diventa un sibilo particolare che Finamore indica con una s con accento circonflesso al contrario (vocaboli d'esempio: štanze, šdoppie, šdentate).
È utile ricordare che non esiste un solo dialetto abruzzese e quindi le regole qui brevemente esposte sono soggette a variazioni, anche di notevole entità, a seconda della zona in cui ci si muove: ad esempio molti dialetti amano i dittonghi, altri li rifiutano. Le differenze possono essere così marcate da rendere dei dialetti di zone geograficamente mutualmente inintelligibili.
È anche importante tener conto del fatto che non esiste un'unica regola ortografica per trascrivere l'abruzzese; tale mancanza è probabilmente dovuta al fatto che l'eredita letteraria scritta di questo dialetto è minima. Tra i poeti contemporanei che hanno prodotto testi originali in abruzzese è da ricordare Fraticelli.
Esempi in dialetto Abruzzese:
- "Ji vaje all'orte" (io vado all'orto -- titolo di una canzone)